Dal sito di Ingenio – Media Partner del III Convegno FABRE.
La mattinata del 16 febbraio, primo giorno del III Convegno FABRE, si è aperta con gli interventi istituzionali di Walter Salvatore, presidente del Consorzio Fabre, di Massimo Sessa (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), Emanuele Renzi (ANSFISA) e Angelo Gemelli (Anas S.p.A.).
Nel passaggio dedicato a Sessa, il focus è stato rivolto alle Nuove Norme Tecniche e alla loro relazione con i nuovi Eurocodici in uscita. Durante il confronto, Andrea Dari – che ha moderato la sessione – ha posto una domanda sul ruolo che hanno avuto le Linee Guida approvate nell’aprile 2020 nel rendere possibile, in questi anni, un percorso più strutturato di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale. Il presedente Sessa ha evidenziato come le Linee Guida abbiano rappresentato un vero supporto “di metodo” per il percorso normativo, destinato a proseguire e consolidarsi nelle NTC, con un elemento destinato a incidere concretamente sul lavoro dei tecnici: l’introduzione del grado di affidabilità delle opere esistenti, parametro che inizialmente potrà generare complessità operative ma che dovrà diventare uno strumento ordinario di progettazione.
Ponte sullo Stretto: progetto definitivo, costruzione e controlli sul vento
Tra i momenti più seguiti della mattinata, la relazione a invito di Achille Devitofranceschi (Stretto di Messina S.p.A.) dedicata a “L’Opera di Attraversamento dello Stretto di Messina – prestazioni ed aspetti tecnici”.
Un intervento particolarmente efficace nel delineare l’impianto del progetto definitivo, con attenzione, non solo alle soluzioni costruttive e tecnologiche, ma anche al sistema di verifiche e controlli sviluppato per valutare gli effetti del vento sull’opera: un tema che, non a caso, è poi tornato al centro del dibattito nella tavola rotonda successiva.
Vento estremo e cambiamento climatico: dal dato sperimentale al recepimento normativo
La tavola rotonda “Load modeling and response of long span bridges to extreme (non-synoptic) winds” ha affrontato un tema che sta diventando un aspetto progettuale da tenere in debita considerazione , ovvero gli eventi estremi non sinottici, intensi e concentrati, con effetti al suolo potenzialmente severi per le costruzioni e per le infrastrutture.
Una sessione che è stata moderata da Claudio Borri (IAWE, Università di Firenze) e Fabio Brancaleoni (E.D.IN. S.r.l. e Sapienza Università di Roma) e che ha visto gli interventi di Allan Larsen, Santiago Hernandez Ibanez, Maria Pia Repetto e Giorgio Diana.
Al centro: la qualità e l’adeguatezza delle banche dati disponibili, gli studi in Galleria del Vento e la prospettiva di una loro evoluzione fino a un possibile recepimento di carattere normativo.
Dissesto idrogeologico: l’anticipazione del “Libro Bianco”
Sempre nella mattinata, Silvia Paparella (Ferrara Expo S.r.l.) ha presentato un’anticipazione del lavoro su “Dissesto idrogeologico e infrastrutture di trasporto alla luce del primo Libro Bianco”, iniziativa sviluppata con ANSFISA e RemTech: un contenuto che sarà poi presentato ufficialmente il 5 marzo a Reggio Calabria.
Due approfondimenti prima delle parallele: idraulica e geotecnica
Il pomeriggio, prima dell’avvio delle sessioni parallele, ha proposto due interventi “verticali” molto coerenti con il taglio FABRE 2026.
- Idraulica – Relazione a invito di Diego Panici (University of Exeter, Regno Unito): “Built to last? Identifying and quantifying hydraulic actions from large woody debris accumulations at bridges”, moderata da Armando Brath, Francesco Ballio e Andrea Dari.
Un focus sul rischio idraulico legato, tra l’altro, all’accumulo di materiale legnoso in corrispondenza delle pile e agli effetti sulla sicurezza e sulla regimazione.
- Geotecnica – Relazione a invito di Edward Nicholas Bromhead, moderata da Vincenzo Simeone e Paolo Simonini, sul tema dell’impatto delle frane sulle infrastrutture e, in particolare, sulle pile.
Le sessioni parallele: dalla gestione al post-teso, dal monitoraggio all’idraulica e alle frane
Da metà pomeriggio della prima giornata, si è entrati nel “cuore tecnico” del convegno con le sessioni parallele della prima giornata, articolate per aree di competenza.
Un’impostazione che consente di leggere lo stato dell’arte (e le criticità applicative) su gestione, monitoraggio, idraulica, frane e post-teso, e che proseguirà nei prossimi giorni con un programma ampio e specialistico.
L’articolo qui riprodotto è stato tratto da questa pagina del sito di INGENIO, Media Partner di FABRE.
